edizione 2015

 

 

 

“GESU’, IL VOLTO DELLA MISERICORDIA”

Chi c’è stato, chi ha avuto la grazia di passare almeno una volta da Betlemme o da Nazareth, lo sa. Erano veramente un nulla, quei posti. Buche e rocce scavate nel deserto di luoghi che già allora erano periferia, sconosciuti al mondo. E Dio ha voluto farsi carne lì

Ce lo sentiamo dire mille volte, a ogni Natale. Ma a pensarci bene non è facile immedesimarsi davvero in quel Natale.

quella notte, il cristianesimo non c’era ancora. Non c’era la sua forza culturale, i valori che avrebbe impiantato tra gli uomini, l’impatto potentissimo e benefico che ha avuto e ha sulla politica, i popoli, la storia. Non c’era ancora nulla di tutto ciò.
C’era solo un bambino, in una grotta.
Niente di più inerme. Come era inerme Giovanni, l’ultimo dei profeti: un uomo vestito di stracci e cinture di corda. O Abramo, da cui tutto era cominciato: un pastore nelle steppe dell’Asia.
Nessuno avrebbe mai scommesso che la storia sarebbe cambiata così.
Lui sì. È il Suo metodo, la Sua strada.

È a quella strada che bisogna guardare.
Sembra nulla, pensare che la strada sia tenere lo sguardo fisso su un bambino. Troppo poco rispetto a tutte le analisi, il fare, la lotta a cui la realtà ci chiama. Ma è stato così, letteralmente così che è iniziato a fiorire l’umano. Che inizia a fiorire l’umano.
È per questo che il Papa ci chiede di guardare lì, adesso. Di fissare lo sguardo su quel bimbo.
Perché in quell’inermità, in quel «Dio che si è svuotato» c’è una potenza straordinaria.

In quell’apparente «segno di debolezza» che è Cristo, il Volto della misericordia, c’è «la qualità dell’onnipotenza di Dio», come ha scritto nella Bolla che indice il Giubileo:
tutta la forza con cui Dio dà forma al mondo, di continuo, dentro tutti gli orrori e il male della storia. Non è che il mondo fosse migliore duemila anni fa o mille o duecento. Eppure Lui lo cambia così: un bambino, un uomo. E poi gli uomini che ne sono presi, man mano, nella storia.
È questo il metodo di Dio. Capace di cambiare il mondo passando dall’unica strada possibile:
il cuore dell’uomo. Uno alla volta

26 dicembre 2015 basilica di Agliate

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